Email marketing ed e-commerce dopo la pandemia

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28 Lug 2020

Due interessanti ricerche hanno posto l’attenzione sull’impatto che la pandemia da Covid-19 (e relativo lockdown) hano avuto sull’email marketing e sull’e-commerce. Gli studi sono stati eseguiti in parallelo da MailUp (piattafoma per campagne di email marketing) e dall’Osservatorio e-commerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano.

Lo studio condotto da MailUp

La ricerca di MailUp ha cercato di individuare quelli che sono stati i cambiamenti nei trend delle campagne di Email Marketing attribuibili all’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia tra febbraio e marzo 2020. Sono state prese in esame le campagne di 1.092 aziende e-commerce inviate tra l’1 gennaio e il 7 giugno 2020 e sono state confrontate con le campagne inviate nello stesso periodo dell’anno precedente, in modo da riscontrare le possibili variazioni.

Email: il trend dei volumi di invii

Il 2020 era cominciato con un importante incremento nei volumi di invio delle campagne di email marketing (+23,63%). Trend che si inverte in concomitanza con il lockdown del 9 marzo, si regstra, nella prima settimana di chiusura, un -89,40% di invii. Nel periodo complessivo preso in esame (1 gennaio – 7 giugno) il calo del volume di mail inviate sarà del -46,57%. E’ interessante notare come, nell’avvicinarsi alla fase 2 e al ripristino delle attività, il volume abbia addirittura registrato percentuali superiori a quelle del 2019, con la necessità, per i brand, di comunicare la riapertura delle attività e degli stori fisici.

L’interesse dell’utente: aperture e clic

Abbiamo visto come i volumi di invio abbiano risentito del lockdown con delle notevoli percentuali di calo. E’ da notare come, invece, sia cresciuto l’interesse da parte dei destinatari delle campagne di email marketing. Le percentuali di apertura, nel periodo osservato, passano da un 9% di inizio anno a un picco massimo di 12,50% durante il lockdown. Il periodo successivo, corrispondente più o meno all’inizio della fase 2, registra un assestamento intorno all’11,75%. Da notare come ci sia stato, per le DEM (comunicazioni di tipo prettamente commerciale), un calo di interesse verso la fine del lockdown, in concomitanza con la riapertura delle attività offline (negozi).

Per quel che riguarda i clic, nel 2020 si assiste a un calo complessivo evidente, dal 14,90% al 9,80% (-34,23%). Nelle settimane di quarantena, invece, il tasso di interazione cresce con valori superiori anche al 2019, è evidente, in quel periodo più interesse e più tempo da dedicare alle comunicazioni commerciali dei brand. Anche in questo caso si assiste a un calo dell’interesse verso la fine del lockdown, quando il tasso di clic scende sotto l’11%. La gente ricomincia ad uscire e perde relativamente interesse verso le proposte commerciali dei brand dell’e-commerce.

Lo studio condotto dal Politecnico di Milano sull’andamento degli e-commerce

La previsione sul valore degli acquisti online nel 2020 si stima possa sfiorare i 22,7 miliardi di euro in crescita del +26% rispetto al 2019. Si prevedono crescite in tutti i settori: Informatica ed elettronica di consumo vale 6 miliardi di euro (+18%), Abbigliamento 3,9 miliardi (+21%) ed Editoria 1,2 miliardi (+16%). I comparti emergenti registrano ottimi risultati con ritmi di crescita esponenziali: in particolare Food & Grocery genera 2,5 miliardi di euro (+56% rispetto al 2019), Arredamento e home living 2,3 miliardi (+30%) e Beauty 770 milioni di euro (+37%).

Il periodo di lockdown sembra aver finalmente svegliato i brand sulla necessità di promuovere un canale e-commerce che sia integrato con i negozi sul territorio.

Conclusioni

Dallo studio è emerso che la Covid-19 ha avuto sul settore e-commerce un doppio effetto. Da un lato ha certamente reso più difficili alcune operatività (consegne e altre attività professionali correlate) dall’altro ne ha favorito l’espansione spingendo all’utilizzo dell’e-commerce anche segmenti di mercato fino a qualche mese fa abituati a effettuare i propri acquisti esclusivamente offline.

Foto di Muhammad Ribkhan da Pixabay

E-commerce e Covid-19

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