Una storia di ingegno, sudore e inchiostro

La storia del Gruppo S.O.S. si lega alla carriera personale di Adriano Raspanti, fondatore e titolare del Gruppo. Dagli anni Settanta ad oggi, quella di S.O.S. è una storia di imprenditorialità italiana, di passione e innovazione. E’ un racconto da vivere in prima persona.

Gli anni ’70

Mentre Adriano Raspanti affonda le parole tra i ricordi, ci sembra di essere lì, davanti all’imponente e austero palazzo dell’Istituto Salesiano di Bologna, che ancora oggi accoglie centinaia di giovani e timorosi studenti. Alcuni di questi frequentano il corso di scuola secondaria (superiori) “Grafica e pubblicità”, che nella seconda metà degli anni Settanta si chiamava “Grafica e tipografia”, che ai tempi era considerata un’arte. Proprio in quegli anni inizia la storia professionale di Adriano, il quale, sobbarcandosi la quotidiana trasferta in motorino e autobus, inizia a frequentare quelle lezioni. Lì, tra i banchi di scuola, di fianco al ponte di via Galliera, incontrerà il professor Giovanni Lanzi, che per oltre quarant’anni sarà lo storico grafico delle Fiere di Bologna.

Lanzi è stata una figura fondamentale per il mio percorso professionale e creativo, mi fece comprendere che la grafica non è il disegno e che le regole si rispettano, e se proprio si vogliono rompere, bisogna farlo con coscienza.

Nel 1979, mentre Bologna lentamente esce dal lungo periodo degli scontri di piazza, Adriano si diploma e comincia a lavorare nella Tipografia Civolani di Castel San Pietro Terme, dove svolge la mansione di compositore tipografico. Adriano però è inquieto, la grafica, gli odori di carta e inchiostro sono come canti di sirene, lui vuole di più, vuole imparare e crescere in fretta. Dopo un solo anno si trasferisce alla Tipografia Labanti e Nanni, storica realtà bolognese fondata nel 1953 e ancora oggi in attività.

Sono rimasto da Labanti e Nanni fino al 1986. Si tratta di un altro periodo fondamentale per la mia crescita. In quel momento Labanti e Nanni erano la boutique della stampa, che serviva le realtà industriali più importanti di Bologna, con marchi della moda e della farmaceutica.

Gli anni ’80

Nel 1986 Adriano cerca nuovi stimoli e, come spesso accade nei film, è un annuncio sul giornale a cambiare il suo destino. Quando si presenta al colloquio di lavoro Adriano si trova davanti ad Sergio Perdisa, figlio di Luigi Perdisa, indimenticabile fondatore dell’Edagricole Calderini. Adriano, al quale non manca la faccia tosta, rifiuta l’offerta di Perdisa, non ritenendola adeguata alle sue aspirazioni di crescita personale.

Fu quella mia risposta sfrontata a cogliere nel segno. Le Officine grafiche Calderini avevano una fila di grafici disposti a tutto pur di lavorare per loro, ma io non volevo passare tutto il mio tempo a fare menabò su carta. Mi presero a lavorare con loro.

Nel giro di poco tempo Adriano conquista la fiducia di colleghi e superiori e comincia a seguire tutte le mansioni della filiera produttiva, accumulando quell’esperienza che lo fa definitivamente maturare.

Quando penso alla Calderini la chiamo con simpatia “la grande mamma”, perché è in quel posto che ho definitivamente imboccato questa strada. Ho lavorato con gente tosta, su progetti di qualità elevata e con tempistiche strette, senza i software che abbiamo disponibili al giorno d’oggi. Sono rimasto a lavorare lì fino al 1996, tra i vari clienti che ricordo con affetto c’era “Viaggi e avventure nel mondo”, altra rivista che ha fatto la storia nel settore delle pubblicazioni turistiche. Ricordo come fosse oggi l’ultimo giorno di lavoro alla Calderini, in un afoso pomeriggio di luglio, mi telefonò Vittorio, titolare di “Viaggi e avventure nel mondo” mi disse solo queste parole : “Ti saluto, uomo libero.”

Gli anni ’90

E proprio nel 1996 comincia l’avventura in proprio di Adriano. L’importante esperienza collezionata nell’ambito delle riviste di settore lo porta, come prima attività, a svolgere consulenze per Consumatori, il magazine della Coop, con la quale era entrato in contatto durante il periodo lavorativo in Calderini. Sono anni nei quali il settore della grafica e della stampa subisce una vera e propria rivoluzione, i software sono sempre più avanzati e integrati in tutto il processo produttivo, dall’impaginazione alla stampa. Adriano comprende prima di altri come l’avvento del digitale e dei software possano cambiare l’organizzazione del lavoro, dimezzandone i tempi e limitando al minimo gli errori. Il lavoro aumenta e il 24 gennaio 1997 nasce S.O.S. Graphics, con la prima sede all’interno della propria abitazione e poi nel centro storico di Castel San Pietro Terme.

Siamo partiti io e mia moglie, subito si è aggiunto un ragazzo e poco dopo un’altra ragazza. Già nel 1998 abbiamo trasferito l’ufficio all’Arcata, sempre a Castel San Pietro Terme, non tanto per una necessità di spazi, quanto per staccare il lavoro dalla vita privata. Mi ricordo che nel 1996, per via di un’emergenza da risolvere, non mi staccai dal monitor dal giorno di Santo Stefano fino a Capodanno, ingurgitando caraffe di caffè per tenermi sveglio. Fu quello il momento nel quale maturai la decisione di staccare il luogo di lavoro da casa. Nel 1999 ci trasferimmo in viale Roma.

Il primo decennio del nuovo millennio

La crescita di S.O.S. Graphics continua, nella prima metà degli anni Zero i dipendenti diventano 8 e si cominciano a stampare internamente alcuni prodotti. Gli spazi di viale Roma diventano stretti, l’azienda si trasferisce in via Meucci, nella zona industriale di Castel San Pietro Terme, dove trovano collocazione ulteriori macchine di stampa e confezionamento. Nel 2005 Coop Adriatica decide di unificare grafica, stampa e distribuzione di tutto il materiale promozionale dei punti vendita. Ad Adriano viene chiesta una consulenza per organizzare questo processo produttivo. E’ il momento della svolta.

Mi commissionarono questa consulenza, poi, quasi scherzando, mi domandarono: perché non ci fai un preventivo per farlo direttamente con la tua azienda tutto questo lavoro, chi meglio di te conosce questi processi? Sul momento li presi per pazzi, non avevo nemmeno le macchine e le persone per una mole di lavoro del genere. Poi la pazzia la feci io, inviando quel preventivo. D’altronde, senza un tocco di sana follia non si va da nessuna parte.

S.O.S. Graphics decolla definitivamente. Altre aziende della GDO si rivolgono a S.O.S. Graphics per la stampa e la distribuzione del materiale promozionale. Coop commissiona anche tutta la cartellonistica dei supermercati. Adriano, come quando era ragazzo, continua a muoversi, a guardare oltre l’orizzonte, e s’inventa Arianna, un sistema che mette in relazione il più grande database italiano di prodotti della GDO con un software di impaginazione. Poi arriva sosarchiviofoto, servizio curato dalla nuova nata SOS.com, con centinaia di migliaia di immagini di prodotti aggiornati in tempo reale (packaging e scheda prodotto) attraverso un rapporto diretto con i produttori.   

L’evoluzione informatica e tecnologica ti permette di trovare sempre nuove soluzioni, di migliorare i processi, renderli più efficienti e fluidi. Io guardo i flussi di lavoro e non smetto mai di domandarmi se sia possibile fare qualcosa per migliorarli, per i nostri clienti e per noi. È una sfida continua.

Oggi

Gli ultimi anni portano ulteriori novità. Nel 2016 c’è un nuovo cambio di sede, il numero dei dipendenti del Gruppo sale fino a superare le 40 unità e S.O.S. Graphics si trasferisce nella zona industriale di Poggio Piccolo, a Castel Guelfo di Bologna. Nello stesso periodo S.O.S. Graphics acquisisce Infocoop, società situata nelle colline parmensi, che gestisce i servizi digitali per la comunicazione Coop Italia.

Con l’acquisizione di Infocoop abbiamo simbolicamente chiuso il cerchio, prendendo in squadra un gruppo di professionisti che rappresentano una punta di eccellenza nella comunicazione digitale.

Oggi Adriano, per salutare tutti i suoi collaboratori nella sede di Castel Guelfo, deve camminare parecchio: portineria, uffici di direzione, sala dei grafici, area di stampa, area di spedizione… per non parlare delle quasi tre ore di automobile che lo separano da Bardi, sede di Infocoop. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, per andare in ufficio, gli bastava attraversare il salotto di casa.

Abbiamo lavorato bene e crescere è stato inevitabile. Oggi avere alle mie dipendenze tutte queste persone è una responsabilità che sento forte. Quando raggiungi una dimensione come quella attuale si perde un poco il rapporto umano con i collaboratori, questa è l’unica cosa che rimpiango. Se guardo al futuro vedo ancora molte cose da fare, ho in mente un paio di progetti che…

Adriano si ferma in mezzo a due enormi plotter che stampano poster colorati. Guarda due dei “suoi ragazzi” impegnati a controllare la qualità del lavoro, sorride, possiamo starne certi, ha già in mente qualcosa di nuovo.

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